Dente devitalizzato che fa male

Dente devitalizzato che fa male

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Negrar Verona

 

Un dente devitalizzato che fa male

 

Cosa fare se si ha un dente devitalizzato che fa male?

 

Caso clinico di un signore che si presenta in studio dentistico con un dolore causato da un dente devitalizzato che fa male.

 

  1. Perché e quando un dente fa male?
  2. Come scoprire quale dente fa male?.
  3. Caso clinico
  4. Conclusioni

 

1 Perché e quando un dente fa male?

  • Dolore improvviso, pulsante, notturno si tratta di pulpite, una infiammazione della polpa dentale, dovuta a carie profonda, frattura dentale, trauma dentale, piorrea. La situazione è critica bisogna rivolgersi di urgenza al dentista.
  • Dolore continuo  che va e viene da tempo, “periodontite cronica”, può essere una complicazione di vecchia cura canalare, un granuloma apicale radicolare, una profonda otturazione con degenerazione della polpa.
  • Frattura dento-radicolare.
  • Trauma occlusale da precontatto dentale, stress occlusale da serramento delle arcate dentarie anche notturno (digrignamento dei denti).

2 Come scoprire quale dente fa male?

  • Quando il dolore è spontaneo e notturno la situazione è critica, va indagata dal dentista.
  • Esame clinico che si avvale della ispezione dei denti, della percussione dei denti, della palpazione gengivale, del sondaggio parodontale.
  • Controllo dei contatti occlusali.
  • Test di vitalità dentale, in grado di rivelare se il dente è vitale o necrotico.
  • Esame strumentale radiografico come la Radiografia endorale, la ortopantomografia la Tac cone beam.
  • Esperienza e valore del dottore.

 

3 IL CASO CLINICO

 

Giorgio signore di 54 anni telefona in studio lamentando un fortissimo dolore dentale, le vacanze natalizie sono alle porte.

Siamo a metà dicembre e la segretaria dello studio dentistico riceve la telefonata del sig. Giorgio, trasferitosi in Valpolicella da pochi mesi, che riferisce un dolore dentale irresistibile. Al signore viene data la possibilità di presentarsi in studio per una valutazione nella stessa giornata e Giorgio accetta l’appuntamento.

Una volta arrivato e fatto accomodare ci racconta la sua storia clinica, fatta di molti interventi e problemi dentali, iniziati fin da piccolo, con una particolare predisposizione alle carie dentali, e con la convinzione di avere i denti fragili.

Il quadro clinico della bocca non aveva l’aspetto trascurato, presentava molte otturazioni, un restauro a ponte di tre elementi, due corone protesiche su denti molari.

  • Lamenta un dolore in zona laterale superiore sinistra, non ben localizzato, in corrispondenza dei denti molari già otturati, iniziato una settimana prima con un dolore acuto alla masticazione di un dolce di consistenza dura, il dolore poi è scomparso diventando fino al giorno prima non più apprezzabile.

La prima cosa da fare è capire quale dente sia interessato, quale sia la causa del dolore che il sig. Giorgio ha avuto, ed inizia così il nostro percorso per dare una spiegazione al dolore.

  • Le prime cose da fare sono una ispezione dei denti, un controllo dei contatti occlusali, che possono in situazioni di stress causare dolore, ed una radiografia endorale.

Si prende una cartina, si controllano i precontatti occlusali che risultano normali.

Si fa indossare il camice piombato protettivo, si programma una radiografia digitale che ha la caratteristica di emettere un fascio radiogeno a bassa potenza, e si scatta con la certezza di emettere poi una diagnosi precisa.

Finalmente la radiografia viene proiettata ed ingrandita sullo schermo da 42 pollici in modo tale che possa essere visualizzata e discussa nel team.

Si vedono il secondo premolare, il primo ed il secondo molare.

Il premolare è indenne, il primo molare è devitalizzato, il secondo molare presenta una grossa otturazione, vicina alla camera pulpare che contiene il “nervo” la struttura sensitiva del dente, la struttura che quando si infiamma o degenera, causa il dolore. Radiograficamente non sono presenti segni di lesioni periapicali (rarefazioni ossee che indicano danno dentale, possibile causa di dolore).

Cause possibili di dolore dentale:

  • Pulpite del 2.7(secondo molare). Dovuta a otturazione profonda, frattura del dente.
  • Periodontite del 2.7 o 2.6. Dovuta a lesione e sofferenza cronica, ma non si apprezzano segni RX
  • Frattura del 2.7 o del 2.6

 

  • A questo punto scatta il secondo livello di diagnosi, si esegue la percussione dei denti della emiarcata e si apprezza un dolore che coinvolge il primo ed il secondo molare.

Il quadro clinico si fa un pò confuso, e si ricorre alla palpazione della gengiva vestibolare per valutare se c’è presenza di dolore a livello delle radici molari che indicherebbe un processo infiammatorio in atto, ma aimè il reperto non è significativo.

Il team a questo punto fa delle supposizioni diagnostiche e prende in esame il premolare che non è dolente alla percussione ed è negativo all’esame radiografico, viene quindi escluso dalle possibili cause di dolore.

Analizza il 2.6 (primo molare), che presenta dolorabilità alla percussione, ma radiograficamente non è significativo, non presentando lesioni apprezzabili.

Si analizza il 2.7 (secondo molare), che presenta dolorabilità alla percussione ma nessun indizio radiografico.

 

  • L’odontoiatra decide di eseguire il test di vitalità dentale. chiede quindi alla assistente di portare il riveletore di vitalità dentale.

Il 2.7 dà segni di vitalità positivi come del resto il 2.5, che fanno allontanare l’ipotesi che siano il 2.7 o il 2.5 causa di dolore acuto.

A questo punto si fa il resoconto del quadro clinico e ci si concentra sulla possibilità che il dolore derivi da una frattura dentale del 2.6.

 

SOSPETTO DIAGNOSTICO:  frattura dentale di 2.6 dovuta a trauma da masticazione

 

Come facciamo a fare diagnosi di frattura dentale?

Prendiamo la sonda parodontale, uno strumento adatto a controllare il sigillo gengivale, cioè l’adesione della gengiva che contorna il dente con lo stesso.

Si esplorano il 2.6 e 2.7 e si vede che la sonda in corrispondenza del 2.6 affonda nel solco di 10 mm, segno che non esiste più il sigillo gengivale.

La mancanza del sigillo gengivale associato a sondaggio di 10 millimetri che interessa un solo punto della circonferenza dentale, chiaramente non imputabile a tasca gengivale, è segno di frattura dentale verticale.

 

4)  CONCLUSIONI e DIAGNOSI:

La diagnosi finale del dolore dentale accusato dal sig. Giorgio :

 – FRATTURA DENTALE VERTICALE DEL 2.6 (primo molare sup. SX)

 

Cosa diciamo al sig. Giorgio?

Ci dispiace sig. Giorgio ma la frattura verticale di un dente molare è una evenienza gravissima, non trattabile, dovuta alla fragilità che un elemento dentale presenta dopo essere stato devitalizzato, causata da un lato dalla debolezza strutturale residua di un dente che è stato prima otturato per carie profonda ed estesa, e dall’altro alla diminuita resistenza del tessuto dentale non vascolarizzato situazione che si viene a creare nel trattamento di devitalizzazione del dente.

Sig. Giorgio l’unica cosa da fare è l’estrazione del dente!

La preoccupazione, la ,delusione, del sig. Giorgio sono state alleggerite quando gli è stato spiegato che le modalità di ripristino del dente perso sono molteplici e affidabili. La soluzione migliore sarà l’implantologia una tecnica sicura affidabile e non traumatica, che consiste nell’inserire al posto del dente estratto una vite implantare in titanio che sostituirà in modo ottimale il suo dente.

NB Cosa doveva fare il dentista per evitare il rischio di frattura radicolare su quel dente?  Quel dente doveva essere ricoperto con una corona protesica. Non si sarebbe fratturato!

 

Ogni anno sono numerosi i pazienti che si presentano per un dolore dentale acuto dovuto alla frattura di un dente devitalizzato. Bisogna saper che si può evitare!
 

Studio Dentistico Chiamenti Walter Lista Flavia Negrar Verona associato ANDI

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