Apicectomia dentale quali sono le indicazioni e i risultati

Apicectomia dentale

Apicectomia dentale – Chirurgia orale Laser a Verona

L’ apicectomia dentale è un intervento chirurgico che  rimuove l’infezione dalla radice di un dente solitamente già devitalizzato.

Si ricorre all’apicectomia dopo avere valutato le indicazioni e le possibilità di guarire l’infezione.

Le giuste valutazioni permettono buoni risultati e non da ultimo l’esecuzione di un intervento senza complicazioni.

 

Parliamo di
  1. Apicectomia dentale, cos’è?
    1. Quanto dura intervento di apicectomia dentale?
  2. Perché si fa l’apicectomia dentale.
  3. Quali risultati si possono ottenere con l’apicectomia.
  4. Apicectomia su dente incapsulato.
  5. Apicectomia tempi di guarigione.
    1. Tempo di guarigione dall’intervento chirurgico.
    2. Tempo di guarigione della infezione radicolare che ha reso necessaria l’apicectomia.

1. Apicectomia dentale cos’è?

 
E’ un intervento usato per rimuovere una porzione di apice radicolare perché infetto in un dente.

E’ una procedura solitamente efficace ma che va eseguita con attenzione.

Per rimuovere l’apice radicolare prima si incide la gengiva in corrispondenza dell’apice della radice interessata, si taglia nella misura più adeguata l’apice della radice che causa l’infezione e si rimuove.

1.1 Quanto dura intervento di apicectomia?

L’intervento di apicectomia dentale dura 40/60 minuti e queste sono le fasi dell’intervento di apicectomia:

  • Incisione della gengiva.
  • Scopertura dell’apice della radice (breccia ossea di 8 millimetri di diametro).
  • Si taglia e si  rimuovono 3 millimetri di apice radicolare.
  • Sutura.
  • Guarigione della ferita e dei postumi dell’intervento come gonfiore della guancia e dolorabilità in 4/7 giorni.
  • Scomparsa dei sintomi legati all’ infezione della radice  come dolore alla masticazione ascesso dentale e dolore ricorrente dopo circa 3 mesi.

L’intervento si conclude come detto sopra in 40/60 minuti e servono generalmente  6 giorni per la guarigione.

2. Perché si fa l’apicectomia dentale.

 
Si ricorre all’apicectomia principalmente quando:
C’è una infezione all’apice della radice ed il dente è già devitalizzato.

Questa infezione, a volte è un granuloma, a volte una cisti, e può causare dolore e anche ascesso.

Solitamente l’infezione  si scopre perché il dente fa male, perché la guancia si gonfia a causa di un ascesso oppure durante una visita con controllo radiografico fatto dal dentista.

 

 

Quindi, quando dovrebbe essere eseguito l’intervento di apicectomia?

L’apicectomia è indicata nei denti con infezione e quando ci troviamo in queste situazioni:

  • Fallimento di trattamenti canalari ovvero della devitalizzazione.
  • Denti in cui la devitalizzazione non può essere rifatta.
  • Nei denti che presentano radici molto curve, in cui l’apice (o punta della radice) non è raggiungibile dagli strumenti e dalla cura.
  • Denti con canali accessori non curabili.
  • Situazioni in cui uno strumento endodontico si è fratturato e tappa il canale radicolare.
  • Presenza di cisti radicolari che vanno rimosse.
  • In caso di erosione e riassorbimento della radice.
Per riassumere:
  • L’apicectomia si fa per guarire l’infezione della radice
  • Ma attenzione, deve essere  fatta su un dente già devitalizzato in quanto anche la devitalizzazione da sola, può risolvere l’infezione della radice.
  • Una altra situazione può essere che il dente sia già devitalizzato ma in modo sbagliato, in questo caso se possibile, è corretto rifare la devitalizzazione. Questa procedura non sempre riesce.
  • L’apicectomia è indicata anche quando il dente è ricoperto da una capsula che per motivi estetici o altro non si vuole rifare.

3. Quali risultati si possono ottenere con l’apicectomia.

 
Prima di parlare dei risultati ricordiamo che l’apicectomia è una procedura chirurgica utile quando le altre cure hanno fallito.

I risultati che si ottengono con l’apicectomia sono la guarigione dell’infezione, del dolore, del granuloma.

Il successo dell’intervento dipende da diversi fattori come la posizione della radice e da altri eventuali problemi che affliggono il dente non evidenziati da una diagnosi iniziale.

 

Il successo dell’apicectomia come detto dipende quindi dalla posizione del dente.

I denti più facili sono i denti anteriori come gli incisivi, a seguire i premolari ed infine i molari.
Questa differenza nei risultati è legata alla posizione delle radici oltre che al numero delle radici del dente.

In altre parole, quando sono interessati i molari, alcune radici sono difficilmente raggiungibili chirurgicamente e quindi c’è il rischio di fallimento dell’intervento.

Proprio per questo,  è importantissimo perfezionare la diagnosi prima dell’intervento tramite gli esami fondamentali quali la Tac Cone Beam oltre la radiografia endorale.
Analizzando la TAC si vedono i particolari anatomici fondamentali alla riuscita dell’intervento.

In sostanza una diagnosi approfondita diminuisce le incognite e ci permette di organizzare l’intervento per raggiungere il risultato stabilito e quindi la completa guarigione.

4. Apicectomia su dente incapsulato.

 
L’apicectomia su dente incapsulato, ovvero ricoperto con una capsula, si esegue quando il dente ha un granuloma apicale oppure ha una infezione che si manifesta con dolore alla masticazione, dolore  spontaneo, fistola gengivale in prossimità del dente o ascessi ricorrenti.

L’apicectomia è l’intervento risolutore sul dente incapsulato, che ha lo scopo di guarire l’infezione radicolare, il granuloma o la cisti, e tutti i disturbi ad esso collegati senza rovinare o dover rimuovere, e di conseguenza senza dover rifare la capsula che ricopre il dente.

L’altra possibilità per guarire l’infezione al dente incapsulato, è la foratura della capsula ed il rifacimento della devitalizzazione.
Questo intervento pur praticato frequentemente, rovina l’integrità e l’estetica della capsula, e non garantisce sempre il buon risultato della cura.

Quindi quando il dente è incapsulato meglio fare l’apicectomia o rifare la  devitalizzazione del dente?

Questa risposta richiede una serie di valutazioni, perché si tratta di capire e di valutare le possibilità di successo in entrambe le soluzioni.

Rifare la devitalizzazione nel modo normale, senza ricorrere alla apicectomia, è la soluzione meno traumatica ma forse più costosa perché implica la perforazione della capsula e il suo ripristino.
Sicuramente in questo modo si evita però l’intervento chirurgico.

Ma attenzione, questa procedura è risolutiva solo se si riesce a rifare correttamente la devitalizzazione.
Non c’è la garanzia del risultato a causa di perni canalari, radici curve o canali piccoli che impediscono la buona esecuzione della cura stessa.

Riassumendo ricordiamo che si ricorre necessariamente all’apicectomia quando il dente è già devitalizzato, c’è una infezione dentale e non si può rifare la devitalizzazione nel modo normale.
L’apicectomia, è una buona soluzione che se valutata con attenzione, con esperienza e può dare ottimi risultati.
 

5. Apicectomia tempi di guarigione.

 
Nell’intervento di apicectomia, la guarigione dei tessuti  si vede dopo una settimana e si accompagna alla sensazione di benessere che si recupera.

La guarigione dall’infezione della radice o del granuloma si vede facendo una radiografia a distanza di 3 mesi dall’intervento.

Riscontriamo la definitiva guarigione tramite la radiografia che evidenzia la scomparsa della macchia scura rotondeggiante all’apice della radice rilevata nella immagine radiografica di preintervento.

La guarigione quindi si associa alla scomparsa dei sintomi al dente interessato come dolore, gonfiore, fistola e ad una radiografia che dimostra la scomparsa della lesione ossea.
Il paziente comincia a masticare sul dente e questo avviene senza dolore.
La gengiva riprende un colore roseo senza gonfiore.
Nella zona dell’intervento solitamente rimane un piccolo segno come una linea bianca che indica la cicatrizzazione della gengiva.

Di seguito parliamo del tempo di guarigione dopo l’intervento di apicectomia distinguendo la guarigione dall’intervento e la guarigione del granuloma.

5.1 Apicectomia e tempi di guarigione dall’intervento chirurgico.

Come già detto l’intervento chirurgico per di eliminare l’infezione alla radice dentale dura 40/60 minuti e solitamente richiede punti di sutura.

Immediatamente dopo l’intervento persiste un pò di dolore, di gonfiore alla guancia e della difficoltà ad aprire la bocca, dovuto al trauma ed anche all’ematoma che si genera.
Queste sono  naturali conseguenze di un intervento chirurgico.

Consigliamo di fare impacchi di ghiaccio, assumere antidolorifici, e continuare la terapia antibiotica prescritta e iniziata prima dell’intervento per altri 3 giorni.

La guarigione, ovvero il tempo affinché il gonfiore, il dolore e l’eventuale ematoma si risolvano, ha bisogno di 3/5 giorni.
La cicatrizzazione dei tessuti avviene normalmente in 7/10 giorni.


Da tenere in considerazione, quando si programma questo intervento, è la necessità di qualche giorno di riposo dallo sport dopo l’intervento, perché l’affaticamento e gli sforzi fisici possono ritardare la guarigione.
Si consigliano gli impacchi con ghiaccio nei primi giorni, seguiti da impacchi con la borsa dell’acqua calda poi.

I tempi di guarigione sono quindi scanditi dai tempi che l’organismo impiega a ripristinare le sue funzioni ed a riparare i tessuti.

5.2 Apicectomia e tempi di guarigione dell’infezione al dente, o del granuloma dentale che ha richiesto l’intervento di apicectomia.

L’apicectomia elimina l’infezione e l’apice infetto, poi l’organismo mette in moto la autoguarigione spontaneamente sia del granuloma sia dell’infezione radicolare.

Questa  avviene in un tempo di 3 mesi.


La guarigione è un processo lento che richiede tempo e si associa ad una sensazione di benessere ed alla scomparsa dei segni e sintomi.
La conferma della  guarigione richiede, oltre alla scomparsa dei sintomi, una conferma radiologica.
E’ obbligatorio eseguire una radiografia al dente interessato dopo 3 mesi dall’intervento, che deve rilevare la scomparsa della lesione ossea all’apice radicolare e confermare quindi la guarigione.

 

 

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