Apicectomia dentale quali sono le indicazioni e i risultati

Apicectomia dentale

Apicectomia dentale – Chirurgia orale Laser a Verona

L’ apicectomia dentale è un intervento chirurgico usato per rimuovere l’infezione dalla radice di un dente solitamente già devitalizzato. Si ricorre all’apicectomia dopo avere valutato le indicazioni i rischi, e le possibilità di guarire l’infezione. Le giuste valutazioni fanno ottenere buoni risultati, ovvero la guarigione dell’infezione o del granuloma e non ultimo l’esecuzione dell’intervento senza complicazioni.

Nell’articolo vedremo i particolari

Parliamo di
  1. Cos’è l’apicectomia dentale.
  2. Quando fare l’apicectomia.
  3. Apicectomia di un dente incapsulato.
  4. Tempi di guarigione.
  5. Quali risultati si possono ottenere con l’apicectomia.

1. Cos’è l’apicectomia dentale.

 
E’ un intervento usato per rimuovere una porzione di apice radicolare perché infetto in un dente già devitalizzato. E’ una procedura solitamente efficace ma che va usata con attenzione.
Per rimuovere l’apice radicolare prima si incide la gengiva in corrispondenza dell’apice della radice interessata,  si taglia nella misura più adeguata e si rimuove, questa è l’apicectomia dentale.

Queste sono le fasi dell’intervento di apicectomia:

  • Incisione della gengiva
  • Scopertura dell’apice della radice (breccia di 8 millimetri di diametro)
  • Si taglia e si  rimuovono 3 millimetri di apice radicolare
  • Sutura
  • Guarigione e scomparsa dei sintomi dopo 3 mesi

2. Quando fare l’apicectomia dentale.

 
Si ricorre all’apicectomia quando:

  • C’è una infezione all’apice della radice ed il dente è già devitalizzato. Questa infezione, a volte è un granuloma, può causare dolore e anche ascesso dentale. Solitamente l’infezione  si scopre perché il dente fa male, perché si forma un ascesso o in seguito ad una visita con controllo radiografico fatto dal dentista.

 
E’ importante sapere: che prima di fare una apicectomia il dente deve essere già devitalizzato in quanto la devitalizzazione, da sola, può risolvere l’infezione della radice.

  • Nel caso in cui il dente sia già devitalizzato, quando possibile, è corretto rifare la devitalizzazione. Questa procedura non sempre riesce.
  • L’apicectomia è indicata anche quando il dente è ricoperto da una capsula che per motivi estetici o altro, non si vuole rifare.

3. Apicectomia di dente incapsulato.

 
Un dente incapsulato con un granuloma apicale oppure con una infezione della radice, con dolore alla masticazione o spontaneo richiede un intervento risolutore con lo scopo di guarire l’infezione radicolare o il granuloma. Questo intervento può essere l’apicectomia quando la conservazione della capsula è la priorità,  oppure la devitalizzazione, che richiede il rifacimento della capsula.

Se il dente è incapsulato meglio fare l’apicectomia o devitalizzare il dente?

Questa risposta richiede molta esperienza e la valutazione dei rischi e delle possibilità di successo insito in ogni intervento.

L’apicectomia ha dei rischi sia legati all’intervento che al raggiungimento dell’obbiettivo.

Vediamo quanto segue:

L’infezione si forma quando il dente è stato devitalizzato in modo non corretto e rimangono dei batteri nel canale radicolare, oppure quando il dente è necrotico anche se non devitalizzato.
La cura in questo caso è il rifacimento della devitalizzazione se il dente è già devitalizzato oppure la devitalizzazione ex novo se non lo è.
Questo trattamento serve ad   eliminare i batteri presenti alla radice, ma a volte non è possibile a causa di perni canalari, radici curve o  canali piccoli che impediscono la buona esecuzione della cura.
Per essere precisi, bisogna sapere che, qualora si decida di rifare la devitalizzazione , non c’è  la garanzia del risultato e quindi la valutazione dell’opzione  apicectomia, dei suoi rischi e delle possibilità di successo con questa metodica, è corretta.

 

4. Tempi di guarigione.

 
Quando l’infezione è stata tolta e l’apice infetto rimosso grazie all’apicectomia, l’organismo mette in moto la guarigione spontanea, che avviene in un tempo di 3 mesi. La guarigione è un processo lento  che richiede tempo e si associa ad una sensazione di benessere ed alla scomparsa dei segni e sintomi. La conferma della avvenuta guarigione si  ha però, oltre alla scomparsa dei sintomi, con una conferma radiologica. Si esegue una radiografia al dente dopo 3 mesi dall’intervento, e si deve rilevare la scomparsa della lesione ossea all’apice radicolare.

Come si vede la guarigione mediante la radiografia?

La scomparsa dell’infezione, ovvero del granuloma radicolare, significa guarigione. Il granuloma si vede alla radiografia come una immagine scura e rotondeggiante. La sua guarigione appare sulla radiografia, come un tutt’uno grigio chiaro senza macchia scura. Per riassumere, la guarigione si associa alla scomparsa dei sintomi al dente interessato come dolore, gonfiore, fistola, e ad una radiografia che dimostra la scomparsa della lesione ossea. Si ricomincia a masticare sul dente e questo avviene senza dolore. La gengiva riprende un colore roseo senza gonfiore.

Nella zona dell’intervento solitamente rimane un piccolo segno come una linea bianca che indica la cicatrizzazione della gengiva.

5. Quali risultati si possono ottenere con l’apicectomia.

 
Prima di parlare dei risultati bisogna ricordare che l’apicectomia è una procedura chirurgica utile quando le altre terapie hanno fallito.
I risultati dipendono da diversi fattori come la posizione della radice, altri eventuali problemi che affliggono il dente e situazioni non evidenziate dalla diagnosi. Il successo dell’apicectomia come è facile immaginare dipende anche dalla posizione del dente.
I denti più facili sono i denti anteriori come gli incisivi, a seguire i premolari ed infine i molari.
Questa differenza nei risultati è legata alla posizione delle radici oltre che al numero delle radici.
In altre parole quando sono interessati i molari alcune radici sono difficilmente raggiungibili.
Proprio per questo,  è importantissimo perfezionare la diagnosi prima dell’intervento e capire quando si possono o meno raggiungere i risultati. Gli esami fondamentali sono la tac Cone Beam oltre alla radiografia endorale.
Analizzando la TAC si vedono i particolari anatomici fondamentali alla riuscita dell’intervento.

 

 

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